News
- Extreme 2006 - Tra Giappone e Sardegna
Extreme è il titolo che ispira la rassegna di arti performative che si svolgerà nel centro storico di Iglesias (CA) dal 15 al 17 settembre.
Tra Giappone e Sardegna le
nuove tendenze delle danza contemporanea
Estreme, ovvero l'estremo che rivela il suo opposto.
La manifestazione coniuga le culture di due paesi agli opposti del pianeta, accostando ai più recenti lavori teatrali del coreografo Maurizio Saiu alcune performance di danza contemporanea rappresentative della nuova estetica giapponese. Extreme in questo senso vuole essere una relazione condotta su forti ed opposte basi percettive, capace al tempo stesso di trovare soluzioni espressive associabili.
Saranno ospiti della rassegna cinque coreografi proveniente dal Giappone la cui originalità ne ha già fatto i protagonisti di festival e rassegne in tutto il mondo e che, su iniziativa dell’associazione bolognese Danza urbana, sono in tournèe in Italia con il progetto: Katachi wo koete, Oltre la forma.
Oltre alla danza, Extreme propone il cinema: due pellicole, rappresentative dei due mondi, faranno da corollario agli incontri.
In Extreme oriente e occidente, due isole geograficamente uno all'opposto dell'altra e in qualche maniera entrambe zona di confine, si incontrano in una zona di limbo, individuata attraverso quel particolare linguaggio in cui il sentire si avvicina nel punto di maggiore distanza che è il linguaggio del corpo. Una immersione fra il reale e l'immaginario, di un luogo il cui senso esotico arriva prepotentemente, nel tentativo di costruire un ponte che costruisca relazioni e contatti, per una reciproca ispirazione.
Il Giappone è famoso nel mondo per le sue raffinate arti performative tradizionali: i teatri No, Kabuky e Kyogen. Verso la fine degli anni ‘60 nasce il movimento Buto con a capo Tatsumi Ijikata e Kazuo Ohno, due artisti di fama internazionale che hanno cambiato il modo di guardare alla danza contemporanea in Giappone e all'estero. Il Buto, che ha avuto un impatto enorme nel campo della danza contemporanea, è una delle arti performative più conosciute.
Rompendo quelle regole che hanno visto la danza Buto diventare famosa ovunque, sulla base di una danza che essi stessi definiscono Jenky, Idiotic, l’ultima generazione di coreografi giapponesi sta dando nuova linfa ai contenuti dell'arte dello spettacolo.
Le compagnie di danza che il progetto propone rappresentano i diversi stili e le diverse estetiche degli ultimi dieci anni. Alcuni dei coreografi proposti vengono dal Buto ma ne assumono le basi e l'essenza per creare dei linguaggi personali ed unici. Riattraversando quell'esperienza trasversalmente, rigenerano e rendono più vitale il sentire contemporaneo. Altri coreografi vengono da discipline diverse che rappresentano stili in via di evoluzione. Similmente agli artisti sardi che partecipano al progetto, la loro ricerca non si ferma davanti a soluzioni facili e consolatorie: tutti, in modo differente, esprimono l'urgenza di ricreare, partendo da un linguaggio personale, una forma e un modo di raccontare attraverso l'originalità che li caratterizza.
Il programma si apre venerdì 15 settembre (alle ore 19.30) con le Azioni Urbane nel centro storico di due danzatori giapponesi Shigemi Kitamura (che presenterà Summer time childchoreography and dance) e Maki Morishita (con Kotshitsu).
Marcato da una profonda energia ritualistica, il lavoro di Shigemi Kitamura, noto per le sue danze di una settimana non-stop nelle strade di Kyoto e nei salotti delle casa delle famiglie giapponesi, celebra la gioia e la pena della vita liberando la “danza idiotica o l’idiota che è in ognuno”. Maki Morishita lavora invece sulle sproporzioni del corpo, per creare una danza fiabesca e divertente. Entrambi i danzatori coinvolgono attivamente il pubblico.
Alle ore 20.30, in Piazza Municipio, sarà presentata la prima della nuova produzione dell'associazione Vox 2000 a cura di Maurizio Saiu, L'Orientale sarda, spettacolo multimediale interpretato dall'attrice e cantante Clara Murtas con il progetto visivo di Pinuccia Marras e la partecipazione del breaker b. boy Nippon. La strada ondulata che attraversa l'Isola su paesaggi spesso molto belli, rivisitata tenendo conto della grande importanza che i giapponesi danno allo sguardo, a ciò che vedono. A partire però, dagli occhi di un estremo occidentale.
A seguire Sogno di una cosa di Kairi Wakikawa e Journey beyond clarity di Kakuya Ohashi and dancers. Riflettendo il problema della difficoltà di comunicare tra gli individui in una città odierna, nonostante i mezzi altamente sofisticati, la non comunicazione tra i danzatori è la cifra stilistica che caratterizza questa compagnia nipponica.
La serata si conclude con la proiezione del film capolavoro di Takeshi Kitano, eclettico talento e personaggio di punta del mondo dello spettacolo giapponese, Hana-bi fuochi d’artificio, premiato con il Leone d'Oro al Festival di Venezia 1997.
Confronta due opere ispirate alla contemporaneità e alla tradizione la sera di sabato 16 che si apre alle ore 20.30, con Geek dei giapponesi Baby-Q. Gruppo di artisti multimediali che comprende musicisti, attori, danzatori, video artisti e robot designer, Baby-Q ha elaborato un preciso stile “cinematografico”, come dei fotogrammi che si susseguono l’un l’altro, ottenuto attraverso il movimento di luci, robot interattivi, dark techno, sound tracks e soprattutto tramite la presenza del corpo umano. Dietro ogni fotogramma, lo svelamento degli impulsi più nascosti.
A fare da contraltare, alle ore 21.00, la ripresa dello spettacolo Pastorale di Maurizio Saiu, con Cristiana Bosoni e Franco Casu, su un progetto visivo di Josephine Sassu. Dalla bellezza di una natura aspra e dolce allo stesso tempo, piena di contrasti ma sempre compresa, nasce il desiderio di raccontare per immagini, con il linguaggio del corpo, una storia- fiaba dedicata ai pastori, simbolicamente pregni di ingenuità e purezza, asprezza e solitudine, di intelligenza intuitiva e di poesia. Un’ulteriore riflessione ispirata a quel contatto ravvicinato e quotidiano con la preistoria ancora viva nell'Isola.
Conclude la rassegna, domenica 17 alle ore 21.00 la proiezione del film, tratto dall’omonima novella di Grazia Deledda, La Grazia ritrovata - dal muto al sonoro del regista Aldo de Benedetti, pellicola restaurata e musicata dal maestro Romeo Scaccia che eseguirà al pianoforte la colonna sonora.
- Extreme -
Programma:
Venerdi 15 settembre
Ore 19.30
Azioni Urbane nel centro storico:
- Summer time childchoreography and dance di Shigemi Kitamura
- Kotshitsu di Maki Morishita
Ore 20.30
Performans multimediale: L'orientale sarda a cura di Maurizio Saiu
Ore 21.30
Proiezione del film Hana-bi di Takeshi Kitano
Sabato 16 settembre
Ore 20.30
Geek di Baby-Q
Ore 21.00
Pastorale di Maurizio Saiu
Domenica 17 settembre
Ore 21.00
Proiezione del film La Grazia di Aldo de Benedetti col musicista Romeo Scaccia
